Rodolfo Valentino
DALLE PANCHINE DI CENTRAL PARK AL MITO DI HOLLYWOOD
Il 23 dicembre del 1913, a bordo del piroscafo Cleveland, sbarcava a New York un diciottenne italiano destinato a diventare l'icona immortale del cinema muto. Il suo vero nome era Rodolfo Pietro Filiberto Raffaello Guglielmi, nato a Castellaneta, in Puglia. I primi tempi nella Grande Mela furono durissimi: senza conoscere l'inglese, rimase senza un soldo, costretto a dormire sulle panchine di Central Park e ad arrangiarsi come lavapiatti e giardiniere.
La svolta arrivò grazie a un'incredibile eleganza e a un talento innato per il ballo. Aassunto come taxi dancer e partner di tango al lussuoso Maxim's di New York, Rodolfo divenne il re della vita notturna di Broadway, conquistando l'alta società prima di spiccare il volo verso Hollywood e diventare il primo, ineguagliabile Latin Lover della storia del cinema.
Ma il destino di Valentino era indissolubilmente legato a New York. Nell'estate del 1926, tredici anni dopo il suo arrivo da disperato, vi fece ritorno da star mondiale per lanciare il suo ultimo capolavoro, Il figlio dello sceicco. Colpito da un malore improvviso nella sua stanza dell'Hotel Ambassador, a New York, fu ricoverato d'urgenza al Polyclinic Hospital. Si spense poche settimane dopo, era il 23 agosto 1926, a soli trentuno anni, gettando l'America in un lutto planetario e consegnando per sempre il ragazzo di Castellaneta al mito eterno.
A 100 anni da questa tragica fine, lo ricordiamo ancora oggi come Rodolfo Valentino, il ragazzo italiano che conquistò l'America, il primo grande Latin Lover del cinema e un mito che, a un secolo dalla sua morte, non ha mai smesso di sedurre il mondo.
Buon Sabato Italiano a tutti!
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