Christopher Columbus
Il distacco avvenne in Italia, in un momento preciso in cui lo scalpello smise di battere e l'opera fu dichiarata finita. Mauro Bigarani, l'autore, non salì mai su quella nave; rimase a guardare la sua creazione di marmo bianco, un gigante destinato a lasciare la terraferma per sempre. Fu la statua l'unica vera emigrante di questa storia. Imballata come un tesoro prezioso, attraversò l'Atlantico ripercorrendo la rotta antica, non più su caravelle di legno, ma nel ventre di una nave cargo moderna, portando con sé il peso fisico e simbolico delle ambizioni di un intero popolo. Tuttavia, l'America che lo aveva accolto stava cambiando pelle, e il vento della storia iniziò a soffiare contrario. L'intuizione che qualcosa si fosse rotto definitivamente arrivò nell'estate del 2020, sull'onda delle proteste per la morte di George Floyd. Il sentimento verso il "navigatore" era mutato; non più l'eroe dell'intraprendenza, ma il simbolo di un dolore antico e mai sanato. La fine della sua "carriera" pubblica giunse con una violenza simbolica e fisica il 4 luglio 2020, proprio nel giorno dell'Indipendenza. Non ci furono discorsi presidenziali questa volta, ma corde e rabbia...
Prima di diventare un simbolo conteso a Baltimora, la sua anima era pura materia italiana, ancorata alle tradizioni secolari della scultura. Le sue radici non sono metaforiche, ma geologiche: affondano nelle cave di Carrara, in quella terra aspra e bianca dove il marmo è più antico della storia stessa. è qui che Mauro Bigarani, scultore ed esecutore meticoloso, operava. Lui rappresentava quella figura tipica dell'artigiano-artista italiano che non cerca la ribalta estera per sé, ma invia la propria arte nel mondo come ambasciatrice silenziosa. Nel suo studio, immerso nel polveroso chiarore tipico delle botteghe carraresi, Bigarani trovò la materia prima per dare forma al sogno...
Lasciati guidare alla scoperta delle sue origini... quello che hai letto è solo l'inizio.
Scheda tratta dalla versione WASHINGTON DC tracingITALIANroots©.
